poesia di luce o’dino

 

2009, cm 700 x 700 x 700

 

specchi, metallo, tavolo “traccia” di meret oppenheim e luce

 

tracce, segni luminosi di una passione, di un modo di vivere alla ricerca della luce giusta. lavoro tra ombre, luci e riflessioni attorno a “traccia”, tavolo di meret oppenheim del 1939... l’unico tavolo con solo due gambe! in occasione del festival dei due mondi di spoleto nella quattrocentesca rocca albornoziana, fortezza situata alla sommità della città, gli oggetti delle collezioni ultrarazionale e ultramobile del maestro dino gavina si fondono con il linguaggio progettuale di mario nanni. è un percorso che va oltre la commemorazione e la celebrazione con l’intento di far vivere questi oggetti, di dare loro nuovi spazi e diverse connotazioni. questo è il progetto o’dino. la luce apre un dialogo di tracce: traccia è il tavolo progettato da meret oppenheim nel 1939 e tracce sono le ombre di luce di mario nanni che ha trattato la traccia come il segno luminoso di una passione, di un modo di vivere alla ricerca della luce giusta. la luce gioca e strega, inganna e stupisce e il tavolo platino, originariamente voluto da meret oppenheim in oro, torna ad essere dorato grazie alla luce di mario nanni. un’illusione, una magia, o semplicemente un omaggio?

mario nanni progettista